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La sindrome di Down non è una malattia, ma una condizione genetica. Il nostro obiettivo quindi non è trovare la cura per una patologia, ma migliorare la qualità della vita di queste persone e delle loro famiglie. Fortunatamente negli ultimi anni grazie ai progressi nel campo medico e nel campo sociale, la vita media dei soggetti con la sindrome di Down è aumentata in modo incredibile. Si pone quindi il problema di rendere queste persone indipendenti in modo che possano realizzarsi e iniziare a camminare in piena autonomia. Tipicamente l’attenzione che a livello di dibattito pubblico viene riservata alle persone con sindrome Down si concentra sui bambini. Ma queste persone crescono, e la loro disabilità, in termini di livello di autonomia nel confronto con i coetanei, diventa più importante.

In quest’ottica, il progetto della Officina della vita indipendente mira realmente a realizzare questo sogno.

L’idea è stata abbozzata dall’Associazione Persone Down di Potenza ed è stata illustrata al Rotary Club Potenza Torre Guevara che ha pensato di svilupparla ulteriormente e di realizzarla.

La qualità della vita e la sua percezione sono legate a diversi fattori tra cui le condizioni di vita ambientali, il livello e l’accessibilità ai servizi, la qualità delle relazioni interpersonali. Inoltre giocano un ruolo importante le azioni amministrative e del governo politico del territorio. La gestione del progetto diventa quindi estremamente complessa perché richiede il coordinamento di diversi soggetti e lo svolgimento di attività completamente complesse. Ma al nostro Club piacciono lo sfide e quindi, grazie all’impulso del Presidente Gianfranco Apostolo, abbiamo iniziato immediatamente a lavorare alla sua realizzazione.

Il progetto si svolge in tre fasi strettamente connesse fra di loro e propedeutiche al vero obiettivo del progetto: l’inserimento dei ragazzi con disabilità intellettiva in contesti lavorativi.

Inizialmente, grazie alle professionalità presenti nel Club, verranno organizzati degli incontri formativi per permettere ai ragazzi e alle ragazze di iniziare il loro percorso verso l’autonomia. Non saranno delle lezioni formali, ma delle semplici chiacchierate che toccheranno diversi argomenti: dalla gestione della casa, all’acquisto dei cibi, fino alla cura del corpo e all’igiene personale.

La seconda fase invece avvicina i ragazzi e le ragazze al mondo del lavoro. Verranno organizzate sessioni “più tecniche” per permettere loro di imparare nozioni spendibili in ambito lavorativo. Sono diverse le aziende di Potenza che si sono proposte per fornire stage o contratti di lavoro. Non è certo un caso che proprio il Grande Albergo, il luogo in cui si riunisce il Club Potenza Torre Guevara, abbia assunto Orazio, un ragazzo affetto dalla sindrome di Down che è il vero testimonial del progetto.

La terza fase permetterà a questi ragazzi e a queste ragazze di dormire per tre giorni a settimana in un appartamento che sarà gestito in piena autonomia. Il comune ha già individuato due locali che, con una manutenzione minima, potrebbero permettere di realizzare il progetto.

Alla fine di questo percorso, finalmente i ragazzi saranno pronti per iniziare un’attività lavorativa che si articolerà prevalentemente su tre direttrici:

• consulenza costante alle aziende per informare, sensibilizzare, promuovere e curare gli inserimenti lavorativi

• consulenza e sostegno alle persone con sindrome di Down attraverso un lavoro di osservazione e valutazione delle competenze e la costruzione di profili individuali

• sostegno, monitoraggio e tutoraggio durante le fasi dell’inserimento lavorativo

Grazie all’intuizione di Leonardo De Angelis e, soprattutto, allo sforzo organizzativo del Governatore Donato Donnoli, il progetto, unico nel nostro distretto, è stato presentato all’ultima edizione del MCW di Matera catalizzando l'attenzione e la curiosità di diversi Club.

L’obiettivo dei prossimi mesi sarà quello di completare la fase di progettazione e coinvolgere altri Club nella sponsorizzazione e nell’attuazione del progetto.